
Una canzone lunga 15 anni: la memoria emotiva. Questa volta a te che stai leggendo vorrei raccontarti una storia personale che forse può aiutarti a riflettere. Alle scuole medie mi piaceva una ragazzina, veniva in classe con me (zan zan!). Bella vera oh! (non continuare a leggere perché è lunga la faccenda!).
Ascoltava un sacco di musica: Vasco, gli U2, un tipo che aveva vinto Sanremo qualche anno prima con “Salirò” e due fratelli con il cappello da pescatore (gli Oasis). Una volta mi fece ascoltare Eminem perché lo ascoltava la sorella (Ilaria) più grande di noi, il brano era “Puke” (le dissi che mi faceva cagare!). In quell’ anno uscì “E” di Vasco, era il 2004, e mi ricordo che insieme parlavamo tanto di musica e del testo di questa canzone, lei aveva capito “e se mordo una FAVOLA mordo anche te”. Comunque io gli stavo simpatico, anche lei a me, e diceva che tra di noi c’era un’amicizia “speciale” …ma chissà. Seee ciao. Tempo che mi sono girato un attimo e C.V.D. era arrivato già un altro compagno (prima di me chiaramente!) a guadagnarsi la pagnotta, diciamo così. Poi lei liceo Classico, io Liceo Scientifico quindi ciaone proprio.
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Il ricordo che però associo di più a lei è nella figura di Robbie Williams, o meglio in alcuni dei sui brani. Erano gli anni di Escapology (un album bellissimo tra l’altro) e il brano che più mi rimanda indietro nel tempo a quel periodo è “Come Undone”. Su MTV mandavano sempre le immagini di un live spettacolare di quegli anni in cui lui (vero animale da palco!) faceva una grandissima interpretazione del brano. Spaziale. “Vado in pezzi” lui urlava, ricordo che mi rimase impresso e chissà perché mi risuonava tanto. Lei faceva il compleanno tipo a Febbraio e quell’ anno invitò tutti gli amichetti a casa compreso io (lascia perdere che abitava più o meno dalle parti di casa mia!) compreso il fidanzatino della pagnotta di cui sopra!
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Quell’ estate uscì “Misunderstood” sempre di Robbie Williams e anch’ io come lui stavolta mi sentivo un po’ frainteso, lei continuava a dirmi che eravamo amici, per lei veri amici (se vabbè!), ma a me non tornava la questione. Ricordo che andammo in gita con la scuola o in una località sul mare in cui si imparava ad andare in barca a vela (a 15 anni poi, capirai, tutti gli amici ancora oggi mi conoscono…per l’interesse che ho per la barca a vela!). Chiaramente non andai per quello, e di quel periodo ricordo qualcosa tra cui i lunghi capelli neri neri di questa ragazza, come delle fossette, tipo un piccolo neo sul sopracciglio sinistro e delle mani non molto grandi. Bel sorriso e denti dritti (che a 15 anni non è scontato eh!).
Sotto c’era Robbie William, e un po’ anche Vasco.
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Più mi avvicinavo per “schiarire” l’amicizia, più lei si allontanava perché “presa” dal ragazzo della pagnotta, sempre lui. Nulla di fatto. Ricordo che riposi tutte le canzoni di quel periodo in un vecchio CD Rom, masterizzai il tutto e archiviai il CD a casa in un cassetto. Non le diedi mai quel CD (questa è molto romantica eh!). Lei non seppe mai nulla di nulla, di me e delle mie canzoni per lei. Intanto andò la terza media, poi il liceo, poi l’università e il resto della mia storia la sapete già. Della sua non lo so se la sapete, io no. Si il ragazzino della pagnotta stava più avanti di me in quegli anni, però poi quando sono diventato grande ho capito che un uomo lo riconosci dalla gentilezza e non da altro.
E la memoria emotiva?

Ma perché l’amore è così importante per il nostro cervello? Quando si instaura un legame affettivo con qualcuno, si creano molteplici marcatori somatici. In pratica sono esperienze che il cervello associa a sensazioni emotive intense: per esempio i baci, le carezze, gli abbracci, gli odori, le conversazioni e i momenti di complicità. Questo pacchetto costituisce l’impronta del benessere, della felicità, dell’illusione, del piacere etc.
Questi tipi di marcatori emotivi, così come quelli somatici, si creano mediante dei neurocircuiti molto solidi. che rimangono li per sempre: non si cancellano. Per questo motivo, a volte ci basta sentire un odore o visitare un luogo specifico perché in quell’ istante emergano non solo i ricordi, ma anche le sensazioni vissute in uno specifico momento passato.
Quindi la memoria emotiva non si può cancellare?
Direi che cancellare la propria memoria emotiva, significherebbe annullare e cancellare tanti dei propri vissuti (magari quelli più sgradevoli). In questo caso si parla di amore, quindi se dimenticare un amore è impossibile allora è impossibile cancellare anche la propria memoria emotiva. Se potessimo cancellare quella relazione dalla nostra memoria, cancelleremmo anche noi stessi questo perché le persone sono fatte non solo di carne e ossa, ma anche di storie.
Tra i ricordi legati a un amore passato possiamo dire che si trova dunque anche il nostro “io” di un tempo. Una versione di noi stessi “più giovane e ingenua” che si lasciava trasportare con tutto se stesso da qualcuno. Il cervello non sceglierà mai di dimenticare quella versione del nostro Io passato.
Qualunque cosa vissuta, sentita e persino sofferta ci ha permesso di essere chi siamo oggi. Sarebbe dunque un peccato fare a meno di qualunque virgola o frammento del nostro percorso di vita. Nel bene o nel male, è ciò che siamo e il bello è che abbiamo la possibilità di continuare a scrivere storie migliori, perché vale sempre la pena di vivere un amore.
Il finale
Oggi (per fortuna direi!) affronto la vita con molto più rock’n’roll, che se mi capita di seguire un ragazzino a studio gli racconto la mia esperienza così capisce bene…cosa non deve fare mai nella vita, perché non c’è dono più grande di quello del tempo!
Com’è la storia di Venditti degli amori che fanno i giri immensi?